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Qualche
riflessione sull’articolo “Le arance e le banane
– Occasioni per parlare e per tacere” pubblicato
sul n. 6 di “Minerva”, periodico del gruppo
politico “Un giorno per San Salvatore”.
di Giuseppe Creta
Alla semplice
esposizione di una analisi più corretta dei
risultati delle politiche a San Salvatore da
parte di un esponente Udeur, il Direttore di
Minerva, non si capisce perché sorpreso, si
perde tra arance e banane nel vano tentativo di
mescolare come sempre le carte a suo uso e
consumo, sbagliando, però, ancora una volta
bersaglio ed analisi.
Mi sia consentito
replicare:
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Punto primo: mai pensato che gli
aforismi pubblicati nella prima pagina di
“Minerva” n. 5 fossero rivolti al sottoscritto,
mai avuto improvvisi rigurgiti o incontenibile
frenesia di precisazione. Solo amore per una
corretta analisi dei voti, che mi sarei
aspettata da altri, pur appartenenti al
centro-sinistra, più condivisibile e non volta
contro un solo partito dell’Unione. Il
ragionamento politico sulle difficoltà del
centrosinistra di superare certe divisioni fatto
dal Direttore di Minerva, avrebbe avuto la
possibilità di raggiungere qualche risultato
concreto se avesse intrapresa la linea percorsa
dagli altri esponenti del centrosinistra: quella
del colloquio, oltre che del confronto, per
mantenere quell’unità necessaria per costruire
il bene del nostro paese. Da come si esprime
anche sull’articolo di fondo sul Minerva n. 6,
credo che tutto voglia il Direttore di Minerva
fuorché cercare l’unità per costruire il bene
del nostro paese, abituato com’è ad usare altri
metodi tesi più a rallentare la vita
amministrativa della nostra comunità che altro.
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Punto due: le occasioni per
parlare o per tacere il Direttore di Minerva le
lasci decidere a chi preferisce parlare o tacere
secondo il suo modo di pensare e di vedere.
Sembrerebbe, invece, che il Direttore di Minerva
si irriti al solo pensiero che qualcuno possa
qualche volta osare di ripigliare i suoi i
articoli o obiettare in qualche modo, con tutta
umiltà, il suo pensiero e/o il suo modo di fare
politica.
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Punto tre: su quello che
l’amministrazione sta facendo, che ha fatto o
che farà fino allo scadere del proprio mandato,
si darà conto a tempo debito agli elettori, che
sono gli unici che hanno il diritto-dovere di
giudicare e di votare. Certamente non è vietato
criticare come sempre e solo fa il Direttore di
Minerva, che probabilmente non vede e non sente
oltre il recinto della Piazza, infatti pur
avendo in mano i provvedimenti del Comune di cui
è Consigliere, non ricorda più che il Parco del
Grassano è stato affidato in gestione a privati
che lo renderanno accessibile quanto prima,
anche che se il cammino di affidamento è stato
reso tortuoso anche da ricorsi e denunce dai
soliti ignoti (o noti?); che i lavori delle
necessarie infrastrutture nella zona industriale
(basta andarci per vedere!) sono in corso per il
definitivo rilancio delle industrie che per la
maggiore danno già lavoro a decine e decine di
famiglie sansalvatoresi; che i lavori di
recupero dell’Anfiteatro a Telesia, sono a buon
punto (basta andarci!); che in controtendenza
rispetto ad altre realtà, la popolazione cresce
(oggi siamo 4000 abitanti), chissà poi perché!
Quale sarebbe, poi, la ricetta di sviluppo del
Direttore di Minerva? Credo che non sia
sufficiente solo qualche spettacolo annuale per
far rivivere il centro storico, che pur ha
negozi di artigiani, commercianti, ristoranti e
bar. Ancora non abbiamo avuto il piacere di
sentirla o di leggerla, tanto è vero che non ha
proposto sino ad oggi nemmeno un emendamento ai
Bilanci Comunali per far valere le sue tesi. Se
si riferisce al suo programma elettorale, quello
è già stato bocciato una volta dagli elettori.
Mi viene in mente la favola della volpe e
dell’uva. La volpe, affamata, a digiuno da
diverso tempo perchè non trovava niente da
mettere sotto i denti, girellando qua e là,
capitò per caso in una vigna piena di grappoli
d’uva, ma dopo diversi salti e balzi non
riusciva ad afferrarne nemmeno un chicco. Più
saltava e più le veniva fame. Quando si accorse
che tutti i suoi sforzi non servivano, disse che
l’uva era acerba, ma in realtà non aveva
l’umiltà di ammettere che non arrivava a
coglierla. I limiti umani prevaricano il buon
senso e spesso i precetti legislativi che poi
ricadono sulla gente, su chi lavora e opera
concretamente e non sta seduto comodamente
davanti ai bar sorseggiando caffè o aperitivi
facendo salotto. Intanto la maggioranza sta
lavorando, anche con l’aiuto del Consigliere
Provinciale, che poi è il Sindaco, ragioniere
(per governare bene non occorre avere una
Laurea, ma esperienza, obiettività, senso civico
e grande capacità di comunicare con la gente),
per rendere migliori le strade di accesso al
Paese, basti pensare alla Strada San Salvatore
–Telese Bagni, alla strada per Faicchio e alla
strada per Cerreto che sarà completata appena la
Telecom termini i lavori delle fibre ottiche.
Per quanto riguarda tutto il resto, caro
Direttore, come ho già detto sopra, ne
riparleremo a maggio 2007.
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Punto quattro: riconfermo tutto
quello scritto nell’articolo richiamato dal
Direttore di Minerva, che purtroppo è stato
riportato solo per una metà (quello che gli
conveniva). Però i numeri sono numeri. A mio
avviso le elezioni non si vincono con le
percentuali bensì con i voti che si riescono a
raccogliere nella competizione, a prescindere
del numero dei votanti: vince chi raccoglie più
voti! I dati delle elezioni regionali si
confrontano con i dati delle elezioni regionali
precedenti, le politiche con le politiche, le
provinciali con le provinciali, le comunali con
le comunali. Un dato certo è che Forza Italia,
come nel 2001 (circa 1200 voti), ha raccolto i
maggiori consensi, frutto della grande capacità
comunicativa di Berlusconi, non credo per altro.
Mastella da 257 voti a 305 voti, l’Ulivo invece
(raggruppamento di almeno tre componenti: DS –
Prodiani - Margherita) da 566 voti di lista
delle Europee nel 2004 è sceso a 529 voti di
lista alle politiche di quest’anno. La
Margherita ha raccolto al senato 259 voti. Le
percentuali hanno poca rilevanza, si usano solo
per essere eletti alla Provincia. Ma perché
nascondersi dietro all’Ulivo? Perché fare propri
i voti di altri partiti tra i quali quelli DS?
Perché dimenticare di sottolineare di
appartenere al partito “La Margherita”? Perché
soffermarsi sempre e solo su Mastella? Mastella
opportunista politico? Il Direttore di Minerva è
stato solo opportunista! Il Direttore di
Minerva, come già detto in altri articoli
pubblicati su Vivitelese da lui letti e non
raccolti forse anche per amore dell’amico
Tescione, nei comizi del maggio 2002, egli,
alleato anche con i maggiori rappresentanti di
Forza Italia di allora e di oggi, sbandierava
dai balconi la sua indipendenza dai partiti
ribadendo che mai si sarebbe iscritto ad uno di
essi e che mai avrebbe fatto ricorso a questo o
a quel politico nella sua azione di governo, ove
mai fosse stato premiato dai cittadini
sansalvatoresi. Poi, dopo le elezioni
amministrative, non premiato dai sempre
previdenti cittadini del nostro amato paese, si
innamorò perdutamente di Pecoraro Scanio
ospitandolo con manifesti, annunci vocali e con
tutte le sue truppe di “piazza” schierate nella
sede del suo “Minerva”. Ben presto, però, visto
che con questo partito non si poteva ottenere
alcuna prebenda si offrì alla “Margherita” per
raggiungere il suo obiettivo: quel tanto
desiderato posto (l’unico da lui abbordabile)
di assessore alla Comunità Montana del Titerno,
oggi perso in modo maldestro e solo per la
approssimativa condotta politica. Condotta
basata soprattutto su infondate denunce contro
la maggioranza alla guida comunale agli organi
giurisdizionali e di controllo, puntualmente
smentite e rigettate perché prive di ogni
fondamento e ricche solo di malvagità politica,
e senza mai concedere all’altro gruppo nemmeno
una briciola di quanto spettasse alle minoranze
presenti nel Consiglio Comunale. E poi si ha il
coraggio di chiamare altri, certamente di altro
livello politico e che hanno capacità
strategiche tali da farsi nominare Ministro
della Giustizia, voltagabbana e opportunista.
Anche stavolta la
citazione riportata in prima pagina del n. 6 di
Minerva di Abraham Lincoln “Meglio tacere ………..”
sembra qui molto appropriata.
Chiedo scusa ai
lettori per non essere stato ancora una volta
sintetico, ma non ho la capacità che hanno altri
di tagliare qua e là a piacimento per apparire
concisi e vantarsi di dire molto con poco. La
prolissità, invece, serve a volte per dire le
cose con più chiarezza per dare la possibilità a
tutti di capire fino in fondo le cose che si
espongono. Comunque stia tranquillo il Direttore
di Minerva, tranquillamente può continuare il
suo percorso giornalistico, a quanto detto fino
ad oggi ho poco o niente da aggiungere, tutto
sarà rimandato a tempo debito.
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